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Ubuntu ritorna a GNOME

Per alcuni utenti sarà una brutta notizia, per altri invece una liberazione. Dalla versione di Ubuntu 11.04 era stato introdotto il DE conosciuto come Unity che da subito aveva diviso la comunità. Chi la definiva poco user-friendly, chi la definiva troppo pesante, chi innovativa e chi la considerava il futuro. A mettere fine all’esperienza di Unity è stato il creatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, che in una comunicazione presso il sito ufficiale della distribuzione ha pubblicamente annunciato il ritorno a GNOME.

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Per la comunità questa rappresenta una notizia sconvolgente. Essa inevitabilmente coinvolgerà non solo gli utenti PC ma anche gli utenti di smartphone e tablet che coraggiosamente avevano abbandonato gli atri sistemi e preferito quello di Ubuntu. Ad ogni modo, Unity 8 sarà l’ultimo DE della serie che vedremo.

La ragione che ha spinto Ubuntu ad adottare dalla versione 18.04 (sarebbe meglio dire ritornare) GNOME è squisitamente commerciale.

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Canonical, che ricordiamo essere l’azienda che sviluppa Ubuntu, ha così preso questa sofferta decisione per venire incontro alle maggiori aree che supportano il progetto in maniera sostanziale. Parliamo appunto di Ubuntu, dei Server, BM, le infrastrutture cloud come OpenStack e Kubernetes e MAAS, LXD, Juju, BootStack, Ubuntu Core e le tecnologie IoT (Internet of Things).

Come lo stesso Mark Shuttleworth ha ammesso, l’idea di Unity doveva essere vincente, ma ha dovuto ammettere che non si è rilevata tale. Una cosa è certa: la decisione solleverà un polverone all’interno della comunità di Ubuntu.

 

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