Massiccio ed efficiente

Trasforma il tuo pc a liquido: Credenze, checklist e test

Come ben saprete i computer raffreddati a liquido possono essere tanto tamarri quanto fighi. Tuttavia non si tratta di un miglioramento estetico, come possono essere delle Riing, ma si può spingere oltre tutto il nostro computer, spremendolo a più non posso in overclock.

Le prime fasi sono a dir poco cruciali, in quanto segneranno il nostro progetto, ancor prima di mettersi a comprare roba. Se saltate potremmo trovarci con componenti inadatti o inadeguati per l’uso che ne vorremmo fare, spendendo comunque soldi.

Ovviamente molti di voi sapevano cosa bolliva in pentola poichè ci seguivano su Facebook ed hanno visto i vari timelapse. Seguiteci per restare sempre aggiornati.

 C’è n’è davvero bisogno?

La risposta per quanto scontata è: “dipende”. Prima di farci ammaliare dalla bellezza di questi kit, bisogna tenere a mente due cose a grandi linee. Che configurazione abbiamo e che utenti siamo. La motivazione risiede nel miglioramento che ne possiamo trarre. Ad esempio se abbiamo una 960 con un i3, non ha molto senso spendere l’equivalente del nostro computer in parti, conviene usare quei soldi per upgrade consistenti. È una pratica consigliata a chi ha una configurazione alta e, arrivando al secondo punto, a chi adora gli impianti a liquido e le possibilità di overclock che possono fornire. Ovviamente occorre verificare che nel nostro case ci sia abbastanza spazio per tutti i componenti. Può sembrare una cosa da poco ma, a differenza degli AIO, gli impianti custom sono parecchio voluminosi e richiedono parecchia componentistica.

Sfatiamo i miti

Prima ancora di mostrare ciò che acquatuning ci ha permesso di realizzare, bisogna necessariamente sfatare alcuni miti che circolano attorno al watercooling.

1.      Rumorosità

Non è vero che necessariamente risulta più silenzioso.  Ovviamente una maggior superficie dissipante necessita più ventole, ma a minor velocità

2.      Radiatori e configurazioni push pull

Le configurazioni di ventole push-pull, salvo radiatori molto spessi, non portano grandi migliorie in termini di temperature, aumentano in proporzione il rumore generato. È consigliabile usare un unico set di ventole in pull, viste anche le possibili incompatibilità che possono verificarsi in alcuni case, nei quali i radiatori toccano contro l’alimentazione della cpu. Questo per una motivazione semplice: povere. Anche se abbiamo filtri di ogni tipo, essendo il nostro nemico principale, troverà sempre un pertugio da cui entrare. Utilizzando la configurazione pull potremo pulire con facilità i radiatori, senza dover smontare le ventole per pulirle.

3.      Ordine di raffreddamento

Nei forum ci sono diverse credenze, una delle più comuni è che mettendo in cascata il waterblock della cpu, con quello della gpu, si passerà già liquido scaldato, riducendo l’efficacia. Cosa totalmente non vera, come mostrato nella recensione del kit lepa, in quanto l’acqua viaggia velocemente nel ciclo, e tende a portarsi alla stessa temperatura in ogni punto, come da leggi di termodinamica. In soldoni si può tradurre in un: “non importa in che ordine raffreddi, finchè hai una pompa abbastanza potente da non creare ristagni nel sistema sei apposto”.

4.      È difficile o pericoloso per il nostro pc

Se si seguono le istruzioni presenti in tutti i componenti e, si verifica tramite il classico metodo della carta igienica/scottex sotto ai raccordi così da esser sicuri che nulla perda, non dovreste avere problemi. Avere una buona manualità vi aiuterà sicuramente, sarà solamente uno step in più rispetto al montarsi il proprio pc, ma nulla di preoccupante. L’importante è ricordarsi le tre regole principali:

  • Mai far andare la pompa a secco
  • Alimentare solo la pompa e nient’altro.
  • Se usate tubi morbidi, non fate curve troppo strette.

I componenti del pc.

Acquatuning ha fornito una grande scelta di componenti Alphacool e Phobia. Tutto sarà sistemato dento un Cm-Storm Stryker visibilmente tamarrato con led rgb. La scheda madre è una vecchia, ma ancora prestante, Asus p8z77v-PRO accoppiata ad un Intel Ivy bridge i5 3570k @4.7Ghz ed a 16Gb di ram DDR3 Corsair Vengeance @1866Mhz. La gpu è una delle parti fondamentali se si pensa a realizzare un full loop, data l’enorme diversità di schede sul mercato che richiedono altrettanti waterblock differenti. È stata usata una Nvidia GTX 970 HerculeZ ULTRA, prodotta da inno3d, che a differenza di molte altre 970, usa un waterblock da 980, creandoci alcuni problemi (chi ci segue su facebook lo sa). Per la memorizzazione uso la classica combo ssd + hdd. Il sistema operativo e qualche programma più utilizzato saranno memorizzati su un raid 0 Samsung 840 evo per un totale di 240Gb, mentre il disco meccanico, un Seagate da 3Tb, conterrà tutte le applicazioni e giochi di team meno frequenti.  

Preparazione

Come si diceva all’inizio è la parte più importante. Non tanto per un fattore estetico ma perché dobbiamo pensare a cosa e come sistemarlo all’interno del case. Se siete alle prime armi, vi consiglio vivamente di cercare su Google una immagine del vostro case e iniziare a disegnarci su con paint o un qualsiasi altro editor di immagini. Collegare i vari componenti vi da una idea di ciò che andrete a realizzare. Ovviamente il consiglio primario è di mantenere costante il trittico “riserva-pompa-radiatore” e poi proseguire a raffreddare tutto.

Semplice ed efficace
Semplice ed efficace

Prime cose da fare prima di montare

Molti radiatori non vengono sciacquati dopo verniciature e saldature dalle aziende produttrici, quindi è sempre buona norma prendere il tutto e lavarlo, facendo scorrere acqua e aceto all’interno dei fori, per poi sciacquarlo e farlo asciugare. occorre pulirlo a dovere poichè altrimenti potremo vedere un ingiallimento dei tubi o crescita di alghe o altri agenti contaminanti, pericolosi per il nostro loop. Vista la mia esperienza personale suggerisco una doppia lavata, in quanto con la prima non ho rimosso tutte le impurità e l’acqua ha fatto reazione con il colorante uv diventando azzurrina e ingiallendo i tubi.

Dopodiché vi conviene tenere le viti separate tra loro ed iniziare a smontare dal vostro pc tutti i componenti che vi ostacolerebbero (nel mio caso cage di hard disk, ram, gpu ecc.). Una volta fatto avrete senza dubbio una migliore idea sul come sistemare i vari elementi all’interno e potrebbe anche venirvi qualche altra idea.

Si inizia

Come ogni assemblaggio di pc sono pochi gli strumenti che servono: cacciaviti di varie dimensioni, pinzetta per prendere le viti più piccole e chiavi a brugola che saranno fornite in ogni confezione di radiatori, pompa, waterblock ecc… Ovviamente il consiglio è quello di partire dagli elementi più ingombranti come i radiatori, controllando prima eventuali incompatibilità tra ventole e radiatori. Usare le Sussurro con la copertura in gomma anti-vibrazione risultava impossibile sui radiatori. Montandole affiancate si ostacolavano a vicenda essendo leggermente più larghe del previsto, per questo motivo è stata rimossa. Accorgersi prima di questo tipo di problemi, facendo un test fit delle parti prima di sistemare tutto nel case, vi permette di risparmiare anche un paio d’ore che, altrimenti sarebbero state sprecate passate ad imprecare.

Chi di voi ci ha seguito nei giorni passati sulla pagina facebook ha potuto vedere i vari step nei video time-lapse, ma comunque andremo ad analizzare parte a parte i vari step più importanti.

I raccordi

Verificare che tutti gli elementi montino gli stessi connettori ci risparmierà un sacco di adattatori e incompatibilità. In questa configurazione sono tutti G1/4 poiché sono i più comuni e largamente utilizzati nell’ambito dei soft tubing, permettendovi una ampia scelta di marche, colori e sezione.

Qualità e personalizzazione uv
Qualità e personalizzazione uv

Ventole e radiatori

Come detto poco fa, una delle parti più facili da montare una volta rimossa la gomma anti-vibrazione delle ventole. Venduto in boundle con due set di viti a foro esagonale da 30mm e 35mm, così da adattarsi meglio alle diverse altezze delle ventole, e anche con una Alan-key, o chiave a brugola all’italiana, così ad proteli montare con estrema facilità. Cri e Raffa non hanno avuto questo problema essendo in due. Forzando un poì e stringendo, sono riusciti comunque a mantenere la gomma anti-vibrazione.

Prestanti e silenziose
Prestanti e silenziose

Le ventole sono ottimizzate per massimizzare la portata d’aria minimizzando il rumore, che si aggira attorno ai 25db al minimo. La colorazione blu e nera potrebbe non accoppiarsi perfettamente con tutti i sistemi, tuttavia hanno una linea che riprende lo stile dei radiatori, con la scritta Alphacool sul lato. La velocità di rotazione massima è di circa 1750 rpm (anche se il pc ne segna 100 in più), che permettono una ottima dissipazione, rinunciando totalmente alla silenziosità.  Il connettore è a 3pin che porta una potenza massima di 4w, che può essere regolato da un qualsiasi fan controller. Sarebbe stato un ulteriore plus la presenza del connettore pdm che risulta assente. Permetterebbe una migliroe regolazione della velocità in modo autonomo anche dalle schede madri più economiche. Il prezzo di ben 20€ l’una, molto simile a quello delle Corsair SP 120mm pwm, risulta un limite che può far scegliere le ventole del corsaro, le quali hanno una rotazione maggiore, parliamo di 2500rpm, ed un sistema di montaggio migliore, con i gommini anti vibrazione direttamente integrati nel telaio della ventole. Personalmente preferisco quest’ultime anche per la personalizzazione dell’anello colorato, che le fanno sposare al case bianco. Come ogni ventola di fascia alta troviamo il cavo, abbastanza lungo, rivestito in tessuto, che però, si sfila facilmente dalla parte del connettore.

Fan curve in relazione alla potenza erogata
Fan curve in relazione alla potenza erogata

Cpu block

Il waterblock fa parte delle tre componenti base del nostro loop: cpu block, radiatore, riserva+pompa. Il Phobya UC-2 LT è un wubbo in rame con copertura in plexiglass. I 4 fori per led da 3mm lo rendono adatto per modding ed illuminazione UV, esattamente come è stato usato da me nella build.

Viti, pasta e nessuna istruzione
Viti, pasta e nessuna istruzione

Una pecca nel packaging è l’assenza di un manuale che ci lascia molto all’inventiva e alla ricerca su youtube. Metodo assai rischioso e che non incita di certo chi è alle prime armi.

Il sistema di montaggio è estremamente noioso ma fa comunque il suo compito. Tutto sarà sostenuto da 4 lunghe viti, distanziate dalla scheda madre attraverso 8 anelli in plastica. Sopra quest’ultimi bisognerà avvitare, rigorosamente a mano per evitare danneggiamenti, dei bulloncini in metallo che bloccheranno le viti principali e predisporranno il tutto per le molle e i fermi.

Molti test ci hanno insegnato che non importa come si mette la pasta termica poichè non influisce sulle prestazioni. L’importante è che ce ne sia abbastanza. Personalmente opto per il chicco di riso non avendo voglia di spalmare la pasta. Una volta messa e posizionato il waterblock si possono mettere le molle e iniziare a stringere, sempre con un patter a croce. Sarebbe stato decisamente più comodo un sistema simile a quello adottato da Ek-WB che risulta molto più veloce.

Tutta via una volta montato da un fantastico effetto, con e senza i led accesi e questo è l’importante, insieme alle prestazioni. Tuttavia la luce risulta poco diffusa all’interno del waterblock.

Gpu block

Alphacool ha la più ampia lista di schede compatibili, sia dal lato nvidia che quello amd. Questo grazie ad un dissipatore incentrato sulla core della nostra gpu, mentre le memore ed i vrm saranno dissipati passivamente dall’enorme heatsink che compone il corpo del NexXxoS. Però al contempo, una ampia compatibilità si tramuta in una elevata possibilità d’errore al momento dell’acquisto, ma fortunatamente tramite una rapida ricerca su Google, è possibile trovare le compatibility list ufficiale.  Nel mio caso, benchè la scheda sia una gtx 970, era richiesto un waterblock da 980. Questo può tramutarsi in un errore all’acquisto dato che i codici dei vari dissipatori sono simili.

Kit completo e dettagliato
Kit completo e dettagliato

Il manuale è a dir poco essenziale ma molto chiaro. I colori sgargianti, accompagnati da pois sulle varie confezioni dei pad adesivi, ci indicheranno le corrette posizioni, accompagnando anche i più inesperti. Volendo trovare una pecca nel kit, il processo per tagliare e posizionare i pad termici è abbstanza confusionario. Essendoci richiesta una notevole precisione millimetrica per tagliarli, l’uso delle forbici, ci sfalserà tutte le misure, senza però compromettere il risultato finale. Dopo un paio di tagli e aver capito dove i pezzetti si posizionano sulla gpu, inizieremo tranquillamente ad andare ad occhio in base alla notra scheda.

NB: dato che la mia 970 richiedeva un waterblock da 980, alcuni pad non coprivano nulla, tuttavia ho deciso di posizionarli ugualmente poichè aiutano ad una migliore diffusione del calore evitando hot spot. La foto successiva vi mostra che mancano 2 regolatori di voltaggio sulla mia Herculez ultra.

Tutto di ottima qualità, persino i pad
Tutto di ottima qualità, persino i pad

Altra caratteristica interessante offerta da Alphacool è il waterblock rimovibile dal dissipare in alluminio. Può sembrare una cosa superflua ma, in caso di upgrade ad una diversa scheda, sarà solamente necessario comprare un nuovo dissipatore passivo compatibile con la nostra nuova gpu e montarci il wubbo vecchio. La vendita separata di questi due elementi è una mossa che incoraggia l’utenza ad upgradare le proprie configurazioni, potendo comunque risparmiare su alcuni componenti.

Massiccio ed efficiente
Massiccio ed efficiente

Purtroppo non è esente da pecche. La totale dissipazione passiva richiede che una ventola per muovere l’aria e dissipare le ram e vrm. Inoltre, a differenza dei waterblock EK-WB, siamo quasi obbligati a comprare connettori angolatri, aumentando la spesa complessiva.

Riserva

Ovviamente una delle parti essenziale di ogni loop. Ci permette di rabboccare, riempire e controllare il livello d’acqua nel nostro impianto. Ovviamente ne esistono di varie misure e con compatibilità a diverse pompe o solo con porte in ed out. La nostra Eisbecher da 250mm ha la connettività con le pompe DDC. La versione scelta da Cristian invece, utilizza le D5. Una delle prime cose che si nota subito, oltre alle dimensioni, è la struttura centrale che crea un getto radiale, che se accompagnato da led da 5mm, crea un effetto mozzafiato.

Semplicemente bellissima
Semplicemente bellissima

Nella parte inferiore è presente un disco in plastica che serve a convogliare in modo uniforme il flusso d’acqua alla pompa. Come tutte le pompe è possibile montarla in diverse combinazioni, anche in orizzontale appesa ad un radiatore. Le porte sono un aspetto importante, in quando condizionano pesantemente il nostro loop. Sul frontale abbiamo due fori da g1/4, uno per l’ingresso e l’uscita rispettivamente. Nel retro c’è una copertura, sempre da g1/4, con alloggiamento per un led da 5mm, svitabile per svuotare il nostro loop in modo relativamente semplice. Nella parte superiore troviamo un altro foro d’ingresso con lo stesso diffusore radiale che proviene dal fondo. Nel caso utilizzassimo solamente l’entrata dal basso, potremmo usare la copertura superiore per alloggiare un altro led, sempre da 5mm, con lo stesso meccanismo presente nel retro.

Enorme e dannatamente bella
Enorme e dannatamente bella

Pompa

DDC o D5 sono le principali scelte per chi sceglie configurazioni high end. La prima, scalda parecchio e, come la Alphacool Laing DDC310 è fornita di un dissipatore disponibile in nickel o nero per raffreddarla. Le D5 invece si raffreddano tramite l’acqua che ci passa attraverso. Le prestazioni di questo modello sono adatte per un loop di lunghezza compresa tra i 2 ed i 4 metri. La portata di 200 l/h permette un equilibrio tra velocità e dissipazione. L’alimentazione è fornita tramite un connettore molex a 12v, ma è anche possibile utilizzare un connettore a 3 pin delle ventole per regolarne la velocità in relazione alle temperature della cpu. Nel mio caso è stata attaccata allo slot dedicato alla cpu, eliminando il classico “cpu fan error”.

I cavi non saranno sleevati, ma il nikel è il top
I cavi non saranno sleevati, ma il nickel è il top

Tubi e additivi

Essendo una build basata su raccordi da ¼, i tubi non possono essere che morbidi con diametro 10/13 (10mm interni e 13 esterno). Preferendo i tubi trasparenti, attraverso i quali si può vedere il liquido scorrere all’interno, ho scelto anche un additivo trasparente che diventa blu se esposto ai raggi UV. Gli additivi sono un aspetto importante in quanto l’acqua distillata non ci protegge da una eventuale crescita di alghe o dalla corrosione. Per contrastare la proliferazione di eventuali batteri possiamo usare anche raccordi placcati in argento, in quanto è un biocida naturale, esattamente come la luce ultravioletta, solo meno dannosa.

Trasparente di giorno, blu fluorescente di notte
Trasparente di giorno, blu fluorescente di notte

Il processo di assemblaggio è molto intuitivo, basta collegare i tubi nei raccordi e stringerli bene a mano. Per questo non mi soffermerà su questo dettaglio. Come detto all’inizio dell’articolo, quando riempite il tutto, assicuratevi di avere carta assorbente ovunque o carta igienica, così da vedere subito qualsiasi perdita.

Poi tutta questa carta si leva ovviamente
Poi tutta questa carta si leva ovviamente

Test e migliorie

A seconda della configurazione, vale a dire componenti raffreddati e superficie dissipante, si hanno temperature e rumorosità differenti. Considerando il massiccio overclock applicato sia al processore che alla scheda grafica, che già a stock, è tra le 970 più potenti sul mercato, ho deciso di optare per due radiatori da 240mm e molta acqua nel loop. Non si parlerà di stock, in quanto non ho un termine di paragone con la vecchia configurazione, quindi vedremo nel dettaglio cosa e come cambia usando questo tipo di impianto.

Prestante e mozzafiato
Prestante e mozzafiato

Prima e ora: temperature e rumorosità

Precedentemente montavo un Seidon 120XL del 2012 per raffreddare la cpu a 4,7 Ghz, mentre la gpu usava l’omonimo dissipatore, l’airboss X4. Se giocando a Batman: Arkham knight con la vecchia configurazione si raggiungevano 85°c sul processore (da afterburner) e 75°c sulla gpu, con elevato rumore prodotto dalle ventole, ora si raggiungono i 49°C sulla scheda grafica e 65/70°C sul processore. Un guadagno davvero notevole sia in temperature che in silenziosità. Le ventole della gpu erano perennemente sopra i 1500giri/minuto e se consideriamo che sono in tutto quattro, si ottiene un piccolo aeroplano affianco a noi mentre giochiamo, il tutto escludendo quelle dell’aio e case che contribuivano ad aumentare il rumore. Grazie ai radiatori e all’eccellente qualità delle Sussurro di Alphacool, si riesce a mantenere una rumorosità controllata, attorno ai 1000rpm, che garantisce comunque prestazioni adeguate. Le ventole del case, usate in tutte le prove al massimo per aiutare il raffreddamento della gpu, contribuiscono relativamente, aiutando a smaltire il calore emanato dalla 970, mantenendo la temperatura al massimo a 50°c anche sotto continui stress test.

Anche i led fanno la loro porca figura
Anche i led fanno la loro porca figura

Di seguito potete vedere alcune screen tratte dall’ ”Asus FAN Expert 2”, software che permette la gestione delle ventole connesse direttamente alla scheda madre. Sono state impostate per spegnersi sotto i 30°C, così da mantenere ancora più silenzioso il computer. A differenza di un fan controller montato sul case, è tutto automatizzato e non dovremo preoccuparci di aumentare la velocità tramite tasti, rassicurandoci che il nostro computer non andrà mai a fuoco. Ovviamente questa è una soluzione utilizzabile solamente da chi ha una scheda madre Asus. Per tutti gli altri esiste speedfan che risulta essere compatibile con la maggior parte dei componenti e svolge un compito analogo, anche se richiede più tempo. Tuttavia non sono riuscito a impostarlo correttamente causa incompatibilità generali.

La mia personale fan curve
La mia personale fan curve
Tabella fonrita direttamente dal programma per cpaire quale rotazione corrisponde alla percentuale
Tabella fonrita direttamente dal programma per cpaire quale rotazione corrisponde alla percentuale

Passando ad uno strumento più affidabile di una semplice sessione di gioco, difficilmente replicabile in ogni aspetto, tramite lo stress test incluso nel 3d Mark, con il presett “ultra” di Firestrike, ho ottenuto un netto miglioramento delle temperature oltre ad un boost sulla gpu superiore. Come potete vedere dal grafico qui sotto, si parla di una ventina di gradi in meno sulla gpu e 15 sul processore. Ottimo risultato se consideriamo l’elevata silenziosità dell’impianto custom e la temperatura ambientale di 27°c in entrambi i test.

Differenza consistente, soprattutto d'estate
Differenza consistente, soprattutto d’estate

Overclock aggiuntivo?

C’è da premettere che, l’utilizzo di un impianto a liquido non garantisce un aumento di frequenza in alcun modo. Riesce però a creare delle situazioni che portano ad una maggiore stabilità e temperature più basse.

Loop semplice ma prestante
Loop semplice ma prestante

Questo si traduce in una maggiore scelta dell’utente, che può decidere se aumentare a dismisure la frequenza e voltaggi, contenendo temperature e rumorosità in base al proprio desiderio. Pur avendo già trovato configurazioni stabili a 4,9 e 5Ghz con il Raijintek Triton, le temperature risultavano troppo elevate. Ai tempi di parlava di 100°c di picco con in media 85°c. insostenibili per un uso daily sui singoli core. Con un impianto custom parliamo di una decina di gradi in meno, con la stessa pasta termica, la Noctua NT-H1. I 4.7Ghz sono tutt’ora un ottimo compromesso tra temperature e prestazioni. Volendo si possono raggiungere tranquillamente 4.9Ghz, senza toccare i 1.3v o arrivare agli 85°c di picco, o sacrificare la silenziosità che invece, è mantenuta a quella frequenza. Ulteriore guadagno, derivato dalle temperature inferiori, è una maggiore longevità dei componenti che si scaldano meno e durano leggermente di più. Inutile parlare i thermal trottling che risulta un vocabolo sconosciuto per chi usa un dissipatore aftermarket.

A chi è suggerito usarlo?

Ovviamente la prima cosa che notiamo in un loop è la bellezza, ancor prima dalle specifiche. Tuttavia un impianto custom non è solo un bel visino per il nostro pc anzi, crea delle condizioni per renderlo ancora più potente e silenzioso. Ovviamente benché ci sia la compatibilità anche per schede di fascia bassa come le 960, l’investimento non sarebbe minimamente sfruttato su configurazioni di fascia bassa, convenendo senza dubbio investire in componenti hardware più prestanti prima di farlo. È una sorta di plus per chi non ha più nulla da upgradare e desidera temperature inferiori.

Di seguito vi lascio alla tabella raiassuntiva e noi ci rivediamo su altri articoli sul sito 😉

Costo8
Materiali9
Qualità prezzo8
Prestazioni9
Semplicità di montaggio7.5
Personalizzazione10
Silenziosità7

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