dsc_0253

SSD HyperX Fury 480GB: La Recensione

Sgleppatori! oggi si parla di SSD! Tutti amano gli SSD, quei piccoli e leggeri dispositivi che sostituiscono gli attuali hard disk e rendono meravigliosamente reattivo anche un sistema con processore datato.
dsc_0254

Oggi vi presento l’ HyperX Fury, la fascia entry-level del reparto gaming di Kingston, produttore di memorie RAM e Flash molto apprezzato sul mercato.
dsc_0239
Partendo dalla confezione, notiamo subito l’indole “economica” dell’ SSD, racchiuso in  una confezione semplice che porta subito all’attenzione il prodotto chiuso dentro un blister trasparente, sopra al quale troviamo il nome nel classico colore rosso a sfondo grigio, colori simbolo di HyperX. In altro a destra, quasi nascosto, troviamo il taglio della memoria, 480GB nel nostro caso, e al di sotto le velocità di lettura e scrittura dichiarate, pari a 500MB/S …mh… torneremo in seguito a discutere su questi numeri.
Sotto al blister troviamo la compatibilità con le porte Sata 3, il logo che certifica i 3 anni di garanzia del prodotto  e un bel 12X, che sta ad indicare che questo SSD è ben dodici volte più veloce di un hard disk standard da 7200RPM.. sarà così?
dsc_0243
Il retro della confezione è decisamente meno interessante, con l’unica info di interesse posta in basso a sinistra, che sta ad indicare che il controller della memoria presente all’interno è un Sandforce, in particolare l’ SF2281.
dsc_0246
Anche il bundle della confezione ci ricorda di essere davanti ad un prodotto entry level, data la sola presenza del supporto e dell’adesivo HyperX.

dsc_0247
Passando al prodotto vero e proprio, all’occhio pare simile a qualsiasi altro SSD, la parte frontale riporta marca e modello in modo abbastanza anonimo, così come la sua capacità in mezzo a vari simboli di controllo e certificazione.

dsc_0249
Anche il retro è anonimo, l’unica cosa da dire è che il metallo utilizzato ha una piacevole finitura ruvida, ma, ecco… non è che lo accarezzerete poi così spesso.

dsc_0251
La parte laterale consiste solamente di una porta di alimentazione Sata e, come detto prima, di una porta Sata3 capace di trasferire fino a 6gbps.

Ma ora basta con la parte noiosa, passiamo ai benchmark!
Per testare un prodotto del genere, non avendo altri concorrenti con cui paragonarlo, ho pensato di paragonarlo ad uno tra gli hard disk più diffusi sul mercato: il Western Digital Caviar Blue da 1TB (il modello da 7200RPM, non quello bradipo da 5400).

Purtroppo, in fase di scrittura della review mi sono accorto di non avere più gli screen dei benchmark, vado a farli e scopro così che il disco è con un piede nella fossa. Accontentiamoci dei tempi di caricamento dei videogiochi quindi.

GiocoHyperX FuryWD Caviar Blue
The Witcher810
No Man's Sky5256
RedOut3337

Come possiamo notare, durante il caricamento dei giochi le differenze sono minime, ciò è dovuto al fatto che i caricamenti vengono fatti in modo graduale durante il gioco e non all’avvio, gli SSD comunque hanno un lieve vantaggio sulle controparti meccaniche.

Ma i test non sono finiti qui, oltre a quelli puri che vi mostrerò più avanti, ho anche pensato: perchè non mettere questo SSD dentro un PC di qualche anno fa, con un processore ancora valido ma che ha bisogno di un pizzico di pepe per risultare scattante come uno moderno?
Beh l’ho pensato e l’ho anche fatto, il mio vecchio Q6600 non è mai stato così reattivo, a riprova che anche un SSD economico può ridare linfa vitale e rendere utilizzabile anche un pc non più al passo coi tempi.
La scheda madre utilizzata, una Asus P5G41T-M, non supporta lo standard Sata3, fermandosi al 2.0, limitando, quindi, la velocità dell’SSD data una banda passante di soli 3gbps. Cosa vuol dire questo? semplicemente che le velocità di picco in lettura e scrittura saranno limitate, ma non ciò che è alla fine il vero vantaggio degli SSD: i ridotti tempi di accesso e l’alto numero di IOPS (vi ricordate il 12X scritto sulla confezione? ecco, vale solo per questi aspetti!)

hdtune-old
SSD
hard-disk-old
Hard Disk

 

Come si può vedere dai benchmark, sebbene limitato, l’SSD risulta avere una velocità di trasferimento medio pari al doppio dell’hard disk, ma il vero miglioramento, che è ciò che rende scattante il sistema, è il tempo di accesso, il quale è 15 volte minore rispetto al disco fisso. Micidiale.

Okok, Sata2 non rende inutilizzabile un SSD, ma quanto lo limita, rispetto ad una porta Sata3? Per fare questo paragone ho eseguito i test “moderni” su di una scheda madre MSI 970 Gaming, e i risultati sono quelli che potete vedere di seguito.

SSD Sata2
SSD Sata2
SSD Sata3
SSD Sata3
crystaldiskmark-old
SSD Sata2
SSD Sata3
SSD Sata3

 

La porta Sata 2.0 dimezza la velocità di lettura del disco quando legge dati in modo sequenziale, sia in accesso singolo che in coda di accessi lunga (Seq e Seq Q32T1), mentre la lettura random (4K) subisce una enorme limitazione solamente quando è presente una coda di richieste più lunga (4K Q32T1).

Per quanto riguarda la scrittura, su dati sequenziali la velocità è ridotta solamente di pochi MB/S, mentre troviamo lo stesso problema sulle code random lunghe, anche se la differenza è minore.

In generale le prestazioni di questo SSD sono in linea con l’offerta entry-level attuale, la lettura è decisamente veloce, lo stesso non si può dire, però, della scrittura, che risulta sottotono, soprattutto essendo un prodotto relativamente nuovo sul mercato.
Ciò non influisce negativamente sull’esperienza di utilizzo, ma considerando il prezzo a cui è reperibile online il prodotto, di circa 140€, non rende questo SSD nettamente preferibile ad altri, ma si perde in mezzo alla folla di proposte concorrenti.

Voto Generale7.8
Qualità Costruttiva8
Scrittura Dati9.5
Lettura Dati7
Prezzo7

stelle-3-su-5

Commenti