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Ryzen 7 1800X sbaraglia tutta la concorrenza in benchmark

Grazie ai colleghi di Wccftech che hanno scovato online i risultati, abbiamo messo le mani sui primi benchmark ufficiali per Ryzen. In particolare i punteggi del test PCMark eseguiti su piattaforme il più simili possibile mettono in contrasto il nuovo top di gamma AMD, il Ryzen 7 1800X, contro una sfliza di processori Intel, partendo dall’i7 6900K fino ad arrivare al più diffuso i7 7700K e alla vecchia gloria FX 8350.

Ad esclusione del FX 8350 e dell’i7 5960X tutti i test sono stati svolti su Windows 10, mentre per tutti è valsa la piattaforma formata da 16 GB di RAM  e una scheda madre di fascia medio-alta/alta, ma la cosa risulta irrilevante in quanto tutti i processori sono stati testati a frequenze stock.

Come abbiamo potuto ipotizzare nei leak passati, avendo un IPC (istruzioni per clock) molto simile alla controparte Intel, se non addirittura superiore, la vera discriminante è la frequenza di clock adottata dalla CPU.

Ricordiamo che il 1800X ha una frequenza base di 3.6Ghz e di 4Ghz in turbo, il 6900K di 3.2Ghz e 4Ghz, il 7700K di 4.2 Ghz e 4.5 Ghz e che all’aumentare del numero di core fisici diminuisce la frequenza massima ottenibile in modo stabile (detto semplice: meno core hai, più vai veloce e il 7700K ha 4 core contro gli 8 del 1800X).
Il processore che affianca sul livello prestazionale il 1800X è il 6900K ma con un costo quasi doppio rispetto alla CPU AMD. L’i7 dal costo più simile a questo processore è il 6800K, tenetelo bene a mente durante i grafici del test.

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Il test Single-Thread pone il 1800X dietro solamente al 7700K, avente un chiaro vantaggio dato dalla superiore frequenza di clock. Sotto di pochissimi punti troviamo il 6900K mentre il 6800K è distanziato così come il 5960X. L’FX 8350 è su una categoria a parte, mostrando nettamente l’incremento prestazionale di questa generazione AMD contro la precedente.

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Passando ai test Multi-Thread, notiamo che nei calcoli a virgola mobile il 1800X non ha rivali, distanziando di 1400 punti il ben più costoso 6900K e di 5100 punti il 6800K. Il 7700K non può che soccombere con un punteggio quasi dimezzato a causa del minor numero di core fisici.

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Altra dimostrazione di potenza bruta la si ha con il test sui numeri interi, dove il divario tra il 1800X e il 6900K aumenta a 10.000 punti che salgono a 19.000 contro il 6800K. Ancora una volta il 7700K annaspa a causa dei suoi soli 4 core, con un punteggio pari a meno della metà di quello della nuova CPU AMD e pari a quello del FX 8350 a riprova dell’enorme passo avanti fatto e del fatto che i calcoli interi sono da sempre punto di forza delle architetture rosse.

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Un discorso opposto, però, avviene nei calcoli dei numeri primi, dove il 1800X supera solamente il 7700K e il suo vecchio fratello, mentre sia 6800K che 6900K mostrano numeri nettamente più alti.

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Stesso discorso avviene con la fisica, in modo del tutto analogo. Curioso il fatto che in questi ambiti la differenza con il ben più vecchio FX 8350 è decisamente poca e non degna del salto generazionale compiuto.

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Curioso è anche il punteggio ottenuto dal 1800X con istruzioni estese (SSE) dove l’avversario più vicino è il 7700K che però è distanziato di 200 punti, mentre il 6900K di ben 680.

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In conclusione è difficile interpretare correttamente questi benchmark, dato che non risultano per nulla paragonabili a scenari di utilizzo reali. Sebbene il 1800X dimostra di avere una potenza mostruosa in alcuni ambiti, lascia il fianco in altri, quindi la cosa più intelligente da fare è attendere benchmark più reali e incentrati sul vero utilizzo in imminente arrivo nei prossimi giorni.

 

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