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Intel risponde a Ryzen, ritorna alle pratiche scorrette? [AGGIORNAMENTO]

Il sito PCGamesN ci ricorda della vicenda accaduta qualche anno fa, all’inizio degli anni 2000, quando AMD introdusse sul mercato una CPU con architettura x86 nettamente più prestante rispetto alla concorrenza Intel del tempo, la quale indusse quest’ultima azienda ad utilizzare una serie di politiche commerciali scorrette contro AMD, cosa che scatenò una lunga causa legale tra le due aziende che si concluse solamente dopo anni, nel 2009, con una salatissima multa di oltre un miliardo di dollari per Intel.

Sebbene tale multa salvò la vita dell’azienda rivale, Intel mantenne la leadership del mercato ormai consolidata da anni di pratiche scorrette, mentre AMD, salva dal crollo finanziario, si ritrovò comunque pesantemente mutilata dal market share quasi assente e in cerca di nuove quote di mercato.

L’ articolo originale continua scendendo nel dettaglio della vicenda passata ed attuale, nel caso in cui siate interessati vi consiglio caldamente la lettura a questo indirizzo.

Ora, indubbiamente AMD si aspettava una reazione diversa da parte di Intel in seguito all’annuncio dei nuovi processori Ryzen 7, che si è limitata a fornire un comunicato stampa che semplicemente affermava la superiorità dei propri prodotti in termini prestazionali e di share. È quindi comprensibile che AMD tema che Intel utilizzi la sua posizione dominante sul mercato per utilizzare pratiche commerciali al limite della legalità per mantenere il dominio su di esso.

D’ora in poi l’articolo entra in modalità [Rumor], quello riportato da qui in poi si basa su dichiarazioni e informazioni non del tutto attendibili e soprattutto non confermate da nessuna delle aziende, pertanto prendetele con le dovute pinze e non come verità assoluta.
Cattura
Il commento più votato relativo all’articolo sopra menzionato è di un utente chiamato “pmurphy8811”, il quale afferma che, lavorando come Direttore IT, è stato contattato da dei rappresentanti Intel per discutere di “promozioni speciali” e “sconti di incentivazione” offerti in cambio della promessa di acquisto di soli prodotti per server marcati Intel. Alla sua risposta neutra, dove affermava di voler aspettare i benchmark del nuovo sistema Naples per server di AMD, tali rappresentanti avrebbero insistito sul fatto che avrebbero potuto fornire grossi incentivi per non comprare prodotti concorrenti.

Ovviamente questa non è una pratica commerciale illegale, offrire “sconti fedeltà” è ben diverso dal pagare una azienda per non acquistare prodotti concorrenti, come Intel fece contro AMD tra gli anni 2001 e 2009, ma se si rivelerà vera dimostrerebbe come l’azienda sia effettivamente corsa ai ripari come contromossa al lancio dei nuovi prodotti Ryzen e che non vi è quella certezza di superiorità commerciale e tecnologica millantata nel loro comunicato stampa.

—–Aggiornamento—–

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A quanto pare quella sopra riportata non sembra essere l’unica pratica commerciale di dubbio gusto, in quanto nelle ultime ore è dilagato online il seguente screen, dove un utente afferma che Intel stia inviando delle e-mail a tutta la stampa specializzata dicendo “Chiamateci prima di scrivere la recensione” (riferita a Ryzen ovviamente), come se volessero proporre un qualche tipo di accordo o strano benchmark per poter screditare i prodotti avversari.

Intel non ha ancora commentato nulla riguardo queste indiscrezioni e secondo noi nel caso in cui si rivelassero false dovrebbe correre ai ripari il prima possibile per rimuovere queste false voci, se invece dovessero rivelarsi vere… evidentemente una multa di quasi un miliardo e mezzo di dollari non è bastata a rimettere in riga l’azienda.

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