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Cortek MK1, la tastiera da gaming italiana

Di aziende che vendono prodotti da gaming ce ne sono tante, quelle italiane che lo fanno, invece, si contano sulle dita di una mano.
Una tra queste è Cortek, una nuovissima azienda Perugina nata nel 2014 che non nasconde certo di vendere prodotti assemblati in fabbriche cinesi, ma ingegnerizzati, costruiti e testati sotto specifiche direttive dell’azienda che si occupa anche dell’importazione e della certificazione nel nostro paese.
Il listino di prodotti è discretamente ampio ed è composto da un mouse, due alimentatori, oltre 10 case dalle forme e dimensioni più disparate, cavi, tablet e una poltrona da gaming.
La recensione di oggi riguarda la tastiera top di gamma, la Cortek MK1, una meccanica disponibile con diversi switch rossi, neri e blu, quelli presenti sul nostro esemplare.

Confezione e Bundle

La MK1 viene spedita all’interno di una confezione rettangolare dalla grafica decisamente demodè e poco ispirata, sulla cui facciata principale mostra una foto a bassa risoluzione del prodotto, il nome dello stesso e un confusionario logo che dovrebbe riportare tutti i sistemi operativi supportati, ma l’alternanza dei colori blu e rosso non aiuta ad intuire cosa è supportato e cosa no (indizio: supporta tutte le versioni di windows da XP in poi e tutte le versioni OS X).

Il retro riporta un’altra immagine a bassa risoluzione insieme ad un elenco delle principali feature del prodotto, quali i profili presenti, l’illuminazione RGB e altre cose che vederemo in seguito. Inoltre viene riportato qui sotto gli switch equipaggiati sul nostro modello.

Il bundle è inesistente, infatti all’interno della confezione ci sarà solamente la tastiera: niente tasti sostitutivi, niente adesivi, niente manuali.

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Analisi del Prodotto

Spacchettata la nostra tastiera, la prima cosa che notiamo è il notevole peso, esattamente 1.5kg di plastica e metallo compongono questa MK1 che risulta estremamente solida e robusta. Il design è pulito ed estremamente semplice, con l’unico elemento d’immagine il logo Cortek posizionato sopra le frecce direzionali.

Il layout dei tasti è solo americano, anche se per comodità sono stati segnalati i caratteri speciali sui tasti disposti come in quello italiano, anche se mancano le indicazioni multimediali poste sui tasti funzione che permettono di regolare il volume e i contenuti multimediali nel più classico dei modi: pausa/play, avanti, indietro, volume su, volume giù e muto.

Gli switch utilizzati sono degli Oetemu blu, una “copia” prodotta in cina dei più famosi Cherry MX Blue, coi quali condividono forma, colore e funzionalità, ovvero quella di avere un feedback sonoro e tattile in seguito alla pressione di un tasto, un sonoro “click”. A differenza degli originali sono più rumorosi, il che potrebbe anche essere un bene in quanto c’è chi li preferisce così e chi invece li odia, ciò che non è soggettivo però è la poca solidità dei tasti, che risultano traballanti già al minimo tocco, con il punto più fastidioso posto sulla barra spaziatrice. Più che un problema di switch, è un problema di keycap, ovvero il tasto in plastica vero e proprio che si incastra nello switch: sono di qualità appena sufficiente, la plastica è ruvida e le incisioni non sempre precise e pulite.
L’illuminazione RGB  è fornita attraverso un led che si trova alla base del meccanismo, questo provoca una dispersione di illuminazione anche attraverso il contorno dei tasti, risultando quindi meno netta ma comunque piacevole ed uniforme.

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Il cavo è di lunghezza adeguata, è rivestito in robusto nylon e termina con un connettore placcato oro, che non vi regala un vantaggio sugli avversari nei videogiochi o una velocità di battitura maggiore, ma riduce il danneggiamento del connettore in seguito a frequenti connessioni e disconnessioni.

La parte inferiore presenta quattro pad in gomma antiscivolo, due di generose dimensioni nella parte bassa e due più piccoli vicino ai rialzi, di altezza adeguata e anch’essi provvisti di gomma antiscivolo. Grazie ad essi e al peso massimo della tastiera, sarà impossibile muoverla per errore durante le azioni di gioco più concitate, nonchè durante frenetiche stesure di testi.

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Generalmente la costruzione di questa MK1 è impeccabile, il metallo non è solo utilizzato come struttura interna ma anche esterna lungo tutto il bordo, con un rinforzo in plastica agli angoli. Senza dubbio è la tastiera più massiccia, pesante e robusta sulle quali abbia mai messo sopra le mani.

Come abbiamo già detto ogni singolo switch ha un led RGB e la tastiera gestisce l’illuminazione attraverso 13 diversi effetti, tra cui luce fissa, luce alternata ad ogni switch premuto, pianoforte a scorrimento, luce fissa che si spegne per alcuni istanti alla pressione, respirazione, serpente, onda e onda con ritorno, selezionabili tramite la pressione dei tasti FN+INS.
Oltre agli effetti è possibile selezionare un profilo colore tra gli 8 preimpostati oppure crearne fino a 2 personalizzabili completamente: questa funzione permette di illuminare solamente i tasti adibiti a certe funzioni in alcuni videogiochi, per esempio il profilo FPS illuminerà i tasti WASD, i primi 4 numeri e gli altri classici tasti utilizzati come shift, R ecc.

I profili preimpostati sono 8: FPS, CF, COD, RTS, LOL, LOL2, RACE e BASKET, è possibile cambiare il colore attraverso la pressione dei tasti FN+Stamp.

Sempre attraverso il tasto FN è possibile regolare la velocità degli effetti di luce e l’intensità della retroilluminazione attraverso il suo utilizzo combinato con le frecce direzionali.

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Qui potete trovare un video esplicativo fornito dalla stessa Cortek.

Conclusioni

Devo ammetterlo, vedendo la confezione di questa tastiera la prima cosa che ho pensato è stata “ecco l’ennesimo prodotto “italiano” che altro non è che una versione OEM cinese importata da una azienda italiana”.

Dopo averla tirata fuori dalla scatola e iniziato ad usarla, però, mi sono ricreduto immediatamente: i suoi punti di forza maggiori sono il peso, la robustezza e la qualità dei materiali utilizzata nella struttura, è massiccia, rimane ancorata alla scrivania e possiede un bel design minimale e pulito.
Gli switch utilizzati possono sembrare una “copia cinese” dei tedeschi Cherry MX, e lo sono, ma non per questo devono essere visti come di qualità inferiore; l’illuminazione RGB è ottima così come il feedback del pulsante, molto sonoro e con una ottima risposta fisica. La qualità dei keycap così come il loro fissaggio agli switch, però, è migliorabile come anche l’incisione delle lettere sugli stessi.

Sebbene gli effetti di luce e i profili siano velocemente selezionabili al volo tramite una pressione di tasti, sarebbe stato più comodo poter passare anche attraverso un software dedicato, soprattutto per la creazione dei profili personalizzati e per una maggiore usabilità da parte di un utente di primo pelo.

Il prezzo di vendita di questa Cortek Mk1 è pari a 129€, un prezzo leggermente alto in parte giustificato dalla qualità dei materiali e dalla robustezza del prodotto, ma che non perdona l’assenza di un software di gestione dei profili e dei keycap con qualche difetto di troppo.

Voto Generale8.1
Qualità Costruttiva8.5
Ergonomia7
Design9
Prezzo8

STELLE 4 SU 5

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