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AMD Ryzen: gli intelliani muti

Dopo anni di riciclaggio di piattaforme in casa AMD si sentiva la necessità di cambiamento. A partire dalla serie RX 400 che, finalmente, l’ha resa appetibile rispetto Nvidia, soprattutto grazie agli ultimi driver, ora è passata all’attacco anche sulle CPU.

Ieri sera abbiamo seguito la live facendo una diretta con voi su facebook con le nostre impressioni a caldo, nel caso ve la foste persi niente paura, qui di sotto leggerete tutto ciò che c’è da sapere.

“Zen”, ora si chiamerà Ryzen e sarà disponibile a partire dal primo quadrimestre del 2017 ma non è chiaro al momento il prezzo. Noi sgleppatori pensiamo si aggirerà attorno ai 600€ e visto che, parole di AMD, Ryzen è stato progettato per il mercato enthusiast, concetto ripetuto durante tutta la presentazione.

Partendo abbomba il modello top di gamma è dotato di 8 cores e 16 threads ed il prototipo presentato (e di cui erano usciti i benchmark) andava a 2,8Ghz.
Tuttavia AMD ha rassicurato i fans che si raggiungeranno almeno i 3.4Ghz di base clock, ciò non esclude che nel prodotto finito possa essere superiore.
Poi l’inaspettato confronto: personalmente mi aspettavo un paragone con il top per il gaming di casa Intel, l’ i7-6700K, ma invece se l’è battuta con l’ i7-6900k!

Ovviamente lo sfidante è stato down-clockato a 3Ghz per un confronto il più possibile basato sull’architettura.

Il primo braccio di ferro si è svolto su Blender con un rendering. Sorprendentemente il duello è stato un testa a testa ed entrambi hanno finito quasi allo stesso tempo.
Un secondo test è stato fatto usando Handbrake e codificando un file video, in questo caso Ryzen ne è uscito vincitore con un tempo minore di 5 secondi.
A prescindere da chi abbia vinto c’è stato un risultato ancora più importante per noi consumatori: il prezzo. Un processore da 600€ (probabilmente) che se la batte con uno da quasi 1100€.

Che sia l’inizio di un grande ritorno rosso?

L'immagine usata come esempio nel test di blender
L’immagine usata come esempio nel test di blender
Il test con Handbrake
Il test con Handbrake

Alcuni dettagli sulla architettura e sul SenseMI

Come dalle prime voci trapelate ad agosto, ogni core avrà la propria cache di livello 2 da 512Kb. Di conseguenza un quad core avrà 2MB di L2 ed 8MB di L3, divisi in 4 parti. Analogamente la configurazione ad 8-core sarà il doppio.

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Tuttavia Amd non si è limitata ad aumentare la cache per immagazzinare più istruzioni, infatti avremo la SenseMI. Insieme di caratteristiche che sono dedicate all’ottimizzazione dei consumi e delle prestazioni, punti deboli della scorsa generazione.
Primo di queste è il Pure Power che permetterà un controllo dinamico del clock, votlaggio e temperature in base a ciò che stiamo facendo con il nostro pc. La nostra macchina imparerà a capire ciò di cui abbiamo bisogno e tramite il Precision boost effettuerà aggiustamenti di circa 25Mhz sul clock. Sembra una cosa da poco ma così facendo si possono abbattere drasticamente i consumi e temperature in idle.
Ovviamente il “Senso” non si limita a questo: capirà dinamicamente il nostro sistema dissipativo (aria, liquido o persino azoto) ed in base alle informazioni raccolte modificherà il comportamento del Pure Power adattandosi sempre più alle esigenze dell’utente.

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Purtroppo non abbiamo abbandonato i piedini che però al contempo potrebbero continuare a mantenere bassi i costi delle schede madri AM4, le quali supporteranno DDR4, PCIe 3.0, usb 3.1, NVMe e sata. Insomma AMD sembra essere arrivata nel 2016 finamente!

Il Chipset AM4
Il Chipset AM4

Si ma coi giochi?

Ovviamente il team red è stato furbo ed ha confrontato solamente il processore in giochi molto ottimizzati su pc a risoluzione QHD. Primo tra tutti BF1 direttamente con una Titan X e sempre contro il famigerato nemico i7 6900k, questa volta a stock. Purtroppo in tutta la presentazione non è stato mostrato uno straccio di contatore fps, quindi per quanto ne sappiamo potevano girare entrambe le configurazioni frame lockate a 30. Tuttavia sembrava molto fluida.

Ovviamente volendosi buttare a capofitto anche nel mondo degli streamer, sono state confrontate 3 configurazioni che facevano lo streaming di Dota 2.
La prima montava un 6700k, la seconda il prototipo Ryse top di gamma e l’ultima il diretto avversario, il 6900k. Nessuno dei 3 mostrava affaticamenti nel gestire il gioco e la stream, però sarebbe curioso vedere lo stesso test svolto su giochi più cpu-oriented così da vedere il reale potenziale in quel campo. Purtroppo benchè l’idea di mostrare che la nuova piattaforma AMD poteva sostituire un secondo pc solamente dedicato all’encoding senza sacrificare le prestazioni fosse buona, preferirei vedere qualcosa di più concreto di un MOBA, noti per girare anche su Gtx 1050.

Concludere con il botto

Visto che si vocifera da tempo di Vega, vera e propria concorrente ad Nvidia per il 4k, poco prima di chiudere è stata mostrata una demo del nuovo dlc di Battlefront in occasione di Rogue one.
Il pc era dotato di gpu Vega, mascherata anche con il nastro adesivo per non farci vedere le porte, e di processore Ryzen e il gioco, ottimizzato, girava nativamente in 4K.
Anche qui nessun contatore per farci capire il frame rate. Oltre a questo non si sa ancora nulla di questa nuova piattaforma, nemmeno la quantità di RAM ne il tipo.

Che ne pensiamo?

Da fan Intel+Nvidia trovo davvero interessante questa nuova architettura, visto che Intel non sta facendo chissà che progressi, annunciando tuttavia una nuova architettura all’anno.

Se AMD permettesse l’uso del Freesync tramite gpu integrata, anche ai possessori di Nvidia farebbe davvero il botto. Questo perché quasi tutti i monitor di fascia medio alta montano il modulo dal cuore rosso dato che è una tecnologia Free, al contrario di quella verde che si fa pagare dai 100 ai 200€ in più a parità di modello.

 

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